C'è un momento preciso in cui la Garfagnana cambia odore. Succede in autunno, quando le giornate si accorciano, la nebbia resta impigliata fra i castagni e dai metati comincia a salire il fumo lento dell'essiccazione. È la stagione della castagna, il frutto che per secoli ha sfamato questa valle e che ancora oggi tiene insieme i paesi con una lunga catena di sagre. Da qui, a due passi dal lago di Pontecosi, siete nel mezzo di tutto: i borghi che ospitano le manifestazioni più conosciute stanno tutti a breve distanza, e tornare a casa la sera con le mani che sanno di caldarroste è parte del viaggio.
Perché qui la castagna è una cosa seria
In Garfagnana il castagno non è mai stato un albero qualsiasi: lo chiamavano l'albero del pane, perché dalla sua farina si ricavava il cibo quotidiano quando il grano non bastava. Da questa necessità è nata una filiera che esiste ancora: le castagne si essiccano nei metati, piccoli edifici di pietra nel bosco dove un fuoco senza fiamma lavora per settimane, poi si macinano a pietra. Il risultato è la Farina di Neccio della Garfagnana DOP, ottenuta da varietà locali dai nomi che sembrano usciti da una filastrocca — carpinese, pontecosi, mazzangaia, rossola, verdola. Le sagre d'autunno, in fondo, non sono altro che il momento in cui tutto questo lavoro esce dal bosco e arriva in piazza.
Le feste d'autunno della valle
Ogni anno a ottobre i paesi della Garfagnana si passano il testimone, una domenica dopo l'altra. A Castiglione di Garfagnana si tiene la storica Fiera d'Ottobre, che da molte edizioni ospita anche la rassegna del fungo, della castagna e del tartufo scorzone: banchi di produttori, mostra micologica, artigianato e, nel pomeriggio, mondine e necci cotti sul momento. A San Romano in Garfagnana torna la Festa della Castagna, più raccolta e paesana, tutta giocata sui piatti della tradizione. E Castelnuovo di Garfagnana, capoluogo della valle, dedica alla castagna una manifestazione dentro il centro storico, con mercato garfagnino e degustazioni di tutto ciò che dalla castagna deriva.
- Stand di produttori con farina di neccio, castagne secche e miele di castagno
- Mostre micologiche e banchi dedicati ai funghi e al tartufo della valle
- Cotture dal vivo di necci e mondine, spesso davanti ai bambini
- Mercatini di artigianato e antiquariato nei centri storici
- Visite guidate ai borghi e, in alcune occasioni, escursioni su prenotazione
Cosa si mangia, davvero
Il piatto simbolo è il neccio: una focaccina sottilissima di farina di castagne, cotta fra due dischi di ferro roventi, i testi, e poi arrotolata e farcita con la ricotta finché è ancora calda. Accanto trovate il castagnaccio, basso e cosparso di pinoli e rosmarino, le mondine arrostite nella padella bucata, la polenta di castagne e, nelle feste più recenti, anche bomboloni e frittelle impastati con la farina dolce. Non è cucina da fotografia: è cucina da montagna, fatta per riempire e per scaldare. Ai bambini di solito piace al primo morso, soprattutto la versione con la ricotta.
- Neccio con ricotta, da mangiare caldo e in piedi
- Castagnaccio con pinoli, uvetta e rosmarino
- Mondine appena tolte dal fuoco
- Polenta di castagne, dolce e densa
- Un sacchetto di farina di neccio da portare a casa
Come organizzare la giornata in famiglia
Il consiglio è semplice: partite presto. Le sagre d'autunno si animano già la mattina, quando i banchi dei produttori sono ancora ordinati e si gira senza folla; il pomeriggio è il momento delle cotture e della musica, ma anche quello in cui i paesi si riempiono. Se viaggiate con bambini, alternate la piazza a una passeggiata breve: molti borghi della valle hanno un castello, una rocca o un belvedere raggiungibile in pochi minuti a piedi, e la sosta serve a spezzare la giornata. Trovate qualche idea nella pagina dintorni, e se cercate una base comoda per un weekend d'autunno date un'occhiata alle camere della casa.
Alla fine è questo che resta di una sagra della castagna in Garfagnana: non tanto il singolo piatto, quanto il fatto che un'intera valle continui a festeggiare lo stesso frutto da generazioni, con gli stessi gesti. Rientrare la sera, accendere il camino in salotto e sentire ancora addosso l'odore del fumo dei metati è il ricordo che di questa stagione resta più a lungo.
Un autunno in valle, con il camino acceso
Casa vista lago la Rosella è un appartamento indipendente su due piani a Pieve Fosciana, a pochi passi dal lago di Pontecosi. Fino a 4 ospiti, salotto con camino e cucina completa: la base giusta per girare le sagre d'autunno e rientrare al caldo.